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martedì 10 dicembre 2013

Guida sulle Patine - seconda parte

Eccoci con la seconda parte della mia Guida sulle Patine. La prima parte potete leggerla QUI

Vediamo ora quali altri Sali del Rame possiamo ottenere (o no), come preparare i pezzi da patinare, come isolare le patine ottenute e se e come è possibile ottenere patine sull'Alluminio.


Solfato rameico pentaidrato CuSO4·5H2O
Si ottiene per reazione con l'acido solforico e ha colorazione blu brillante. Nella versione anidra ha colorazione biancastra; diventa blu aggiungendo acqua. La produzione è generalmente industriale e non è possibile ottenerlo su una lastra o un filo (si ottiene solubilizzando l'ossido di rame e facendolo reagire con acido solforico in ambiente acido, a temperatura elevata).
 

Solfato di Rame CuS
Di colore nerastro, è possibile ottenerlo utilizzando il Fegato di Zolfo (Solfuro di Potassio K2S).
Per utilizzare il Fegato di Zolfo, ideale è la formulazione in gel (Patina Gel): pratica da usare, è molto stabile e il prodotto non si deteriora dopo l'apertura della confezione. Poche gocce in acqua calda (non bollente) e la soluzione è pronta: basta lasciare il pezzo in immersione e si otterrà una patina nerastra sulla superficie del metallo.
Attenzione! Non si tratta di una colorazione ma di una reazione chimica, quindi occorre proteggere mani e vie respiratorie mentre si maneggia il pezzo patinato. Il Solfuro di Potassio è un prodotto tossico: evitare il contatto con pelle e occhi e non respirarne le esalazioni.


Guida sulle patine di Rame e Ottoni su http://tre8bre.blogspot.it
Rame con patina di Solfato di Rame (con protettivo superficiale)

Dopo averlo sciacquato come descritto qui di seguito, potete togliere l'eccesso di patina utilizzando della lana d'acciaio fine; in questo modo l'eventuale texture prenderà molto risalto.


Un metodo spesso utilizzato per realizzare una patina blu su Rame e Ottone prevede l'utilizzo di ammoniaca e sale. In questo caso la patina ottenuta è un mix di Cloruro rameico (verde-azzurro) e diidrossido tetraamminorameico (azzurro).
Come si ottiene?

Se si vuole ottenere una patina non omogenea: preparare una soluzione satura di acqua distillata e sale, bagnarci il pezzo da patinare e sporcarlo di sale grosso. Lasciare quindi in sospensione sui vapori di ammoniaca per alcune ore, fino ad ottenere la tonalità di colore desiderata.

Se si vuole ottenere una patina omogenea: preparare una soluzione satura di acqua distillata e sale, bagnarci il pezzo da patinare e sporcarlo di sale fino. Lasciare quindi in sospensione sui vapori di ammoniaca per alcune ore, fino ad ottenere la tonalità di colore desiderata.

Guida sulle patine di Rame e Ottoni su http://tre8bre.blogspot.it
Rame, Ottone e Rame con patina blu (mix) (con protettivo superficiale)


IMPORTANTE: il colore di una patina non ne determina la composizione. Solo conoscendo i reagenti è possibile conoscere la natura del composto, sempre ricordando che in ogni caso si tratta di un composto tossico che va maneggiato con estrema cautela.

NB: essendo Ottone e Similoro leghe di Rame, le reazioni e patine descritte valgono anche per questi due metalli.


Preparazione dei pezzi da patinare:
Molto importante affinché la patina riesca bene è la preparazione del pezzo da patinare, che deve essere ben sgrassato. Con la sola eccezione della patina in Cloruro rameico (verde) che necessita della presenza di Ossido di Rame per avvenire, per tutte le altre patine è necessario che la superficie sia ben pulita da ogni traccia di ossido e leggermente satinata. Io pulisco il pezzo da patinare con un po' di lana d'acciaio fino a rimuovere ogni traccia di ossido e graffiare leggermente la superficie. Una volta fatto è importante evitare di toccare la superficie, per non lasciare tracce di sebo.

I contenitori da utilizzare per le reazioni è bene che siano in vetro o plastica e che abbiano un tappo che li possa chiudere bene; io utilizzo dei contenitori dell'Ikea. Come rialzo per non far bagnare i pezzi, io utilizzo i coperchi dei barattoli di crema spalmabile, che sono anch'essi in plastica. Va tolto il cartoncino sotto e fatto un foro per evitare che tenda a galleggiare.

Una volta eseguita la patina, il pezzo va sciacquato delicatamente con abbondante acqua fresca e pulita (di solito io faccio anche un secondo risciacquo con acqua distillata). Va poi asciugato tamponando con carta assorbente e lasciato asciugare bene.


Isolare le patine: come?
Come già detto, tutti gli ossidi e i sali del Rame sono tossici e non devono quindi venire in contatto con la pelle o contaminare alimenti, ecc.
Come proteggere quindi le patine per evitare che si rovinino e soprattutto che entrino in contatto con l'ambiente e la pelle?
L'ideale è l'utilizzo di un plastificante spray che isoli completamente la patina e in caso di patine particolarmente polverose è meglio dare un paio mani. Io sconsiglio l'utilizzo di lacche spray (inaffidabili) e di smalti spray, per i quali non è sicura l'atossicità a contatto con la pelle.
Anche se si tratta “solo” di Ossido di rame è necessario l'isolamento, per questo consiglio di isolare anche il Rame non patinato, per evitare la formazione di ossidi e/o sali che possano dare origine a irritazioni e allergie.


Ricordo nuovamente che tutti i composti del Rame sono tossici o altamente tossici ed è necessario proteggersi mentre li si produce e maneggia e isolarli bene per evitare che vadano in contatto con la pelle. Mascherina, guanti e occhiali protettivi sono d'obbligo, oltre ad una protezione per l'abbigliamento ed un locale ben ventilato. Durante la realizzazione delle patine è essenziale proteggersi e non respirare i fumi e i vapori che si producono.


Patine sull'Alluminio

L'Alluminio è un metallo molto leggero ma resistente; il suo aspetto grigio argento è dovuto al leggero strato di ossidazione (Passivazione) che si forma rapidamente quando è esposto all'aria e che previene la corrosione in quanto non solubile. L'alluminio ha un peso specifico di circa un terzo dell'Acciaio o del Rame, è malleabile e duttile e può essere lavorato facilmente; ha una eccellente resistenza alla corrosione e durata. Inoltre non è magnetico, non fa scintille ed è il secondo metallo per malleabilità e sesto per duttilità.

A causa del fenomeno di Passivazione è difficilmente patinabile. Esistono in commercio alcuni prodotti che realizzano chimicamente una patina nerastra, ma il modo migliore per patinarlo è mediate l'uso di cere o smalti per colorarne la superficie.

Un'altra tecnica possibile è l'Anodizzazione.
L'anodizzazione (detta anche ossidazione anodica) è un processo elettrochimico non spontaneo mediante il quale uno strato protettivo di ossido di Alluminio si forma sulla superficie del materiale trattato e lo protegge dalla corrosione.
Con questa procedura è anche possibile colorare la superficie dell'Alluminio, ma è una procedura difficilmente realizzabile in casa.

Per patinare l'Alluminio con cere o smalti l'ideale è avere una texture superficiale che faccia risaltare la colorazione. Una volta realizzata la texture, satinare la superficie con la lana d'acciaio e applicare il colorante. Una volta asciutto, rimuovere delicatamente l'eccesso di colorante in modo da dare maggiore risalto alla texture.
Applicare quindi un protettivo superficiale (plastificante) per rendere il tutto inalterabile.


Qui si conclude, per ora, la mia guida sulle patine. Man mano che troverò altre informazioni provvederò ad aggiornarla. 
In rete si trovano ricette di patine da eseguire con le patatine fritte in busta e altri metodi che non ho citato, in quanto sono solo variazioni di metodologia per ottenere comunque gli stessi composti già descritti.

Mi auguro che questa mia guida vi sia utile e chiara e per qualunque dubbio o domanda non esitate a chiedere!

A presto!

Luca

27 commenti:

Grazia ha detto...

Molto molto interessante come sempre, il plastificante spray non l'avevo mai sentito lo vendono nei bricocenter?

Tre8bre ha detto...

Ciao Grazia!
Grazie ^^ Sì c'è un reparto apposta, separato dalle vernici spray. Esiste anche liquido da dare a pennello, ma preferisco lo spray, che resta più leggero :-)

Martina ha detto...

Utilissimo anche questo Luca :)
Pinno ;)

Tre8bre ha detto...

Martina <3
:-D

iaia ha detto...

Grazie mille per questo post utilissimo! !!!

Maria Helena Zanni ha detto...

Fantastico post!!..soprattutto sulla questione protezione, ho trovato sempre poche informazioni, e quelle poche che trovavo consigliavano prodotti che in italia non esistono o sono difficili da trovare :( quindi grazie! ho solo un dubbio sullo spray che uso io adesso, non so se è un plastificante come lo intendi tu o no, comunque la prossima volta che passo in un brico-qualcosa cerco i plastificanti e verifico! ti volevo chiedere una cosa però, nei siti americani oltre a leggere della fantomatica reneissance wax (che in fondo dovrebbe essere semplice paraffina) avevo letto di utilizzare anche la cera d'api per proteggere l'ossido, secondo te può funzionare? non mi dà l'idea di essere molto stabile (ieri oltretutto ho provato con un po' di cera che avevo ma non è stato per niente facile spalmarla e ho rinunciato)..grazie ancora per questi post! ciao!

Tre8bre ha detto...

Grazie a te Iaia! ^_^

Tre8bre ha detto...

Ciao Helena! :-D Grazie!
In giro ho letto anche io consigli sull'utilizzo di cera, paraffina o anche finiture per decoupage. In America non so come siano le leggi, ma qui abbiamo delle normative abbastanza rigide sulla questione e tutto ciò che va a contatto con la pelle deve rispettare determinati criteri, che sia di produzione industriale o artigianale. Oltre al discorso di stabilità e durata di una cera o paraffina (che secondo me non danno alcuna garanzia), c'è anche il problema tossicità. Prodotti che non sono nati per essere utilizzati a contatto con la pelle (lacche, smalti, vernici), non è detto che siano adeguatamente atossici. Per quanto riguarda il plastificante io ho scritto alla ditta produttrice di quello che utilizzo, la quale mi ha assicurato che il loro prodotto resta inerte una volta asciutto :-P

Piera ha detto...

Ciao Luca! Arrivo da Grazia..è che scoperta! Finalmente qualcuno che parla di patine senza nascondersi..
Anchio come te amo le patine sotto ogni sfumatura, da prima come decorazione da sempre nel mio dna, in secondo da che mi sono avvicintata ai metalli per plasmarli, ad oggi ferma xvia di atrezzi che mancano e mobili da recuperare sempre in avanzo. Insomma sono contentissa di conoscerti..ho letto tutto d'un fiato la parte prima e seconda sulle patine..è che scoperta quella della aceto! Inoltre conosco anche il tuo shop..pensa come è strano il mondo! beh allora sono in ottima compagnia verrò spesso a trovarti! Ringraziando Grazia per averti trovato! ciaooooo

Monica ha detto...

Molto interessante! Ma viso che hai uno shop... non vorrei vendere questi prodotti (parlo del plastificante!) direttamente tu... così non ci sbagliamo sul prodotto? C'è davvero poco in Italia relativamente a strumenti e prodotti per metalli e questo è un vero peccato. Io conosco un prodotto buonissimo della marca Scoulp Nouveau, credo, ma è negli Usa e in Europa non si trova... ma forse se fosse un negozio a chiederlo!

Tre8bre ha detto...

Piera,
Grazie mille! ^_^
Mi piace condividere quello che so o "scopro" e mi fa piacere sapere che lo troviate utile.
Ringrazierò Grazia per averci fatto conoscere! ^_^

Monica,
il plastificante che utilizzo io si chiama PlastiSpray e lo produce la Saratoga. E' un prodotto che non riesco a rifornire e puoi trovarlo nei brico :-)
Provo a cercare il prodotto che mi hai citato, chissà che riesca ad aggiungerlo al catalogo del negozio ^_^
Grazie!

Aldina Marini ha detto...

Ciao Luca,ti ho ritrovato finalmente! Ti seguivo tramite Alessia poi ho perso di vista il tuo blog. Molto interessante il post sulle patine e la plastificazione, a me hanno proposto "plastivel" della
Max Service, conosci questo prodotto? Che ne pensi? Mi fido di te.

Tre8bre ha detto...

Ciao Aldina, mi fa piacere che tu mi abbia ritrovato :-D
Grazie per i complimenti!
Il plastificante che dici non lo conosco, ma dopo aver fatto delle prove e ti farò sapere! ;-)
Luca

Tre8bre ha detto...

Aldeina, ho trovato questa scheda tecnica per il Plastivel:
http://www.bricoman.it/media/allegati_articoli/2012/4/sc_tecnica__10005878.pdf
In teoria dovrebbe andare bene in quanto a tossicità, ma in quanto a efficacia, ti saprò dire meglio dopo che avrò fatto un po' di prove ;-)

Aldina Marini ha detto...

Grazie per l'interessamento Luca, vivo a Roma ma ho spesso difficoltà a trovare prodotti specifici! Aspetto la tua valutazione .

FascinationStreet ha detto...

Ottimo post, sarà di grande aiuto! Grazie per aver condiviso il tuo prezioso sapere :))

Tre8bre ha detto...

Grazie Barbara! ^_^
Mi fa piacere che ti sia utile :-D
A presto!
Luca

Sara ha detto...

Post veramente istruttivo, grazie Luca per aver condiviso le tue conoscenze. Sperimentazione da un po' di tempo con le. patine su rame, utilizzando aceto e sale, l'ammoniaca invece non mi ha dato risultati soddisfacenti, utilizzero'il sale come hai consigliato, il mio problema però era proprio la vernice isolante, io utilizzo il vetrificante bicomponente Vetrifical Duck cristallina a freddo che però altera il colore della patina leggermente.

Tre8bre ha detto...

Grazie mille Sara! :-)
Probabilmente il prodotto che utilizzavi come protezione reagisce chimicamente con le patine :-(
Il plastificante che utilizzo invece, fortunatamente non altera le patine :-P
A presto!
Luca

Cloud Number Nine ha detto...

Ciao Luca, utilissime queste guide! Ho una curiosità, come posso gestire la soluzione di liver of sulfur una volta usata? So che non è il massimo per l'ambiente. Si può renderlo neutro con del bicarbonato e buttare nello scarico? Cosa consigli? L'ho già comprato ma vorrei essere tranquilla prima di usarlo.

Interessante il plastistray, mi informerò!

Grazie,
Silvia

Tre8bre ha detto...

Ciao Silvia, grazie! ^_^
Io la riutilizzo più volte, aggiungendo ogni volta qualche goccia di gel. Quando è troppo sfruttata (si crea un fondo polveroso) puoi mescolarci del bicarbonato e scaricarlo nel wc :-)
anche se l'ideale sarebbe tenere tutto da parte in una tanica e portarlo poi in discarica (se è attrezzata).
A presto!
Luca

Cloud Number Nine ha detto...

Molto interessante davvero, allora farò anche io così! Gentilissimo, grazie!

Silvia

Tre8bre ha detto...

Grazie a te Silvia! ^_^

aes Cyprium - bijoux artigianali in rame e pietre dure ha detto...

Bel post Luca. Grazie! Che ne pensi delle vernici alchidiche come protettore per metalli? La talken ne vende di lucide e matt. Sono smalti vetrificanti. Meglio il plastispray?
Ciao,
Sara

Tre8bre ha detto...

Grazie Sara! ^_^
Non so se le vernici acriliche siano adatte a stare in contatto con la pelle; il Plasti Spray e il Plastivel sono idonei e preferisco stare sul sicuro usando questi ^_^
L'effetto lucido a me piace e quindi sono a cavallo :-P

Black Baccarat ha detto...

Ciao Luca, ho trovato il tuo blog per caso, mentre cercavo di capire un po' di più sulle patine, l'ossidazione e le protezioni post patina. Fino ad ora non ho trattato nè il rame nè altri metalli, proprio per l'impatto ambientale e la tossicità di alcuni processi, ma volevo capire se oltre all'uovo sodo, ce ne fossero di poco "impattanti" e come si potesse preservare la patinatura ottenuta.
Intanto ti ringrazio per questa guida molto interessante, che cercherò di approfondire, ma in prima battuta ho una domanda da farti:
come smaltisco i materiali usati per patinare?
In particolare il "Fegato di Zolfo", è vero che una volta utilizzato può essere lasciato evaporare e poi può essere gettato tranquillamente?
Grazie mille

Tre8bre ha detto...

Black Baccarat, per proteggere le patine puoi utilizzare un plastificante spray, come ho indicato alla fine del post.
I residui puoi smaltirli in un'isola ecologica, se sono provvisti degli appositi contenitori per residui chimici. Il fegato di zolfo andrebbe smaltito come residuo chimico.